Tradizioni
Soleto magica PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 30 Agosto 2010 17:33

Ah, Soleto, quante storie!

Soleto: Storie, racconti, leggende, magia

 

 

 

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Soleto è una città favolosa, la sua storia, la sua arte, la sua cultura e la sua gente sono indissolubilmente legati alla magia e alle sue pratiche. Basta inoltrarsi nel suo piccolo centro storico che al visitatore dallo sguardo attento non sfuggiranno dettagli e caratteristiche scultoree e architettoniche che hanno fatto meritare al borgo e ai suoi abitanti l'epiteto di "macari". A tutto questo fortemente hanno dato il loro contributo simbolico evocativo la presenza del mago e filosofo messer Matteo Tafuri e la splendida Guglia di Raimendollo Orsini unica nel suo genere e stile, legata oramai indissolubilmente dalla tradizione popolare alla figura del mago di Soleto.

Ricchissime e altrettanto suggestive sono le storie fantastiche e inquietanti narrate dagli stessi abitanti del piccolo borgo della Grecìa Salentina che di padre in figlio, da nonno a nipote sono giunte fino a noi traghettando echi di un mondo mitico e favolistico che la disattenzione del mondo moderno potrebbe rovinosamente gettare nell'oblio.


Il video documentario è frutto di un corso di formazione per regia multimediale. Un entusiata gruppo di giovani videomaker si sono cimentati guidati dai loro insegnanti nella raccolta e nell'elaborazione video delle storie, dei racconti e delle leggende di Soleto città di maghi, folletti e fattucchere che anche in questa occasione con la generosità tipica delle genti salentine si è spesa ben volentieri nel raccontare e tramandare la sua misteriosa origine.

 

Supervisore Video: Davide Faggiano


Supervisore Audio: Nicola Zonca, alessandro Saviozzi


Progetto realizzato nell'ambito del Corso di formazione professionale per regista multimediale POR-PUGLIA 2000-2006.


Unione Europea, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Regione Puglia, Dipartimento di Lingue e Letteratura Straniera Università del Salento.





Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Agosto 2010 17:56
 
Salento misterioso PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 29 Agosto 2010 14:49

Castelli, case e boschi incantati. Tutto quello che dovete sapere. A Soleto il mistero della Guglia

 

 

Guglia di Raimondello Orsini del Balzo - Soleto, Grecìa Salentina Italia

 

( Guglia di Raimondello Orsini del Balzo - Soleto, Grecìa Salentina Italia - Foto pamfreefly )

 

 


 

 

 

di E.P.


Il personaggio: Matteo Tafuri, filosofo e alchimista nato nel 1452

Matteo Tafuri, nella seconda metà del Cinquecento, era conosciuto come il "Socrate di Soleto". Fu alchimista, filosofo, astronomo, astrologo e scienziato. Nacque a Soleto nel 1452, fu allievo del noto grecista Sergio Stiso di Zollino. Personaggio conosciuto in mezza Europa, trascorse gran parte della vita all'estero: Germania, Spagna e Francia (dove si laureò alla Sorbona), Asia minore, Africa settentrionale etc.

Era celebre come alchimista alla corte parigina, in contatto con tutti gli ermetici del tempo. Ad un certo punto della sua vita decise di tornare a Soleto dove insegnò latino, greco, letteratura, fisica e matematica.

Ma anche qui fu rintracciato da tanti aspiranti alchimisti che volevano apprendere i suoi segreti. Ciò lo fece finire sotto la scure dell'Inquisizione con l'accusa di stregoneria. Nel centro storico di Soleto, presso la sua casa si legge l'iscrizione: "umile son et umiltà me basta. Dragon diventaro se alcun me tasta".

Secondo la leggenda fu Tafuri a creare dal nulla ed in una notte sola la Guglia Orsini (cioè il campanile).

Chiamate dall'alchimista le streghe che ricamarono febbrilmente la trama delle sculture. Invocato potentemente schiere di diavoli alati, al lume di fiaccole, trasportarono i massi scolpiti, gli steli delle colonne, le architravi istoriate etc. L'impresa riuscì per un pelo, anzi, al canto del gallo quattro diavoli rimasero pietrificati ai quattro angoli del campanile ed ancora oggi si possono vedere sulla balaustra merlettata del terzo piano.

Al di là di Matteo Tafuri, comunque, per la Terra d'Otranto Soleto è sempre stato il luogo di residenza di "macari" (maghi e streghe).

Qui si custodiscono, secondo la tradizione, migliaia di segrete formule magiche. Un dato che sarebbe confortato anche dalla storia. Basta guardare la chiesa di Santo Stefano che mostra il giudizio universale; un altorilievo del diavolo e - tra le iscrizioni greche affrescate il codice magico-religioso per la benedizione delle acque del Nilo.

 

 

Il noce di Uggiano e il fumo di Oria. Il Salento stregato.



Le streghe in Puglia sono di casa da sempre. I luoghi misteriosi. non si contano così come le presenze stregonesche. I luoghi più frequentati dalle streghe tracciano un lungo itinerario.

Ad Uggiano si riunivano presso il "noce del mulino a vento". In paese c'era una celebre locandiera strega che riuniva le sue amiche per il sabba.

Una notte di luna piena, con la locanda piena di clienti, il marito si trovò in difficoltà. La "panicotta" era finita e la moglie era uscita per il sabba stregonesco. L'uomo conosceva il segreto della moglie e così pensò bene di ungersi con il magico unguento nascosto in casa e di recarsi presso il noce del mulino a vento. Giunto sul posto, però, sbagliò la formula ed invece di dire "sotto acqua e sotto vento/sotto il noce del mulino a vento" pronunciò: "sopra acqua e sopra vento/sopra il noce del mulino a vento".

Improvvisamente fu risucchiato in aria a testa in giù. A gambe levate ed ondeggiando nel vuoto si rivolse alla moglie chiedendo la ricetta. La donna rispose senza preoccuparsi e poi lo fece cadere per terra. In effetti, fu una fortuna l'errore commesso dall'uomo.

In caso contrario, infatti, sarebbe stato costretto a ballare per tutta la notte e - non essendo una strega - sarebbe morto stremato.

Da Uggiano a Giuggianello, dove le streghe si riuniscono presso il "Letto della Vecchia". Il magico masso che si accompagna con il "piede d'Ercole" e con il "forficiddru" (che sarebbe l'anello del fuso della vecchia) ricordano la presenza in questo luogo di una delle materializzazioni della Dea Madre. I dintorni sono cosparsi di dolmen e menhir, ma è proprio in questo luogo che le streghe svolazzano.

Dalle antiche streghe si può passare a quelle moderne che riscoprono luoghi tradizionalmente magici del Salento.

A fine luglio dello scorso anno si verificò un furto sacrilego nel santuario della Madonna Assunta a Marina Serra di Tricase. Una giovane donna romana, di nome Bianca ed adoratrice di Satana, confessò dei preparativi per un rito presso l'antica "Chiesa dei diavoli". La Chiesa Nuova, che si trova lungo la strada per Tricase Porto, nasce con un inganno al Diavolo perpetrato dal principe di Tricase. Quest'ultimo, pur di avere la chiesa in una sola notte, promise di dar da mangiare un'ostia consacrata ad un caprone (simbolo del diavolo). Il diavolo costruì la chiesa in una notte, ma il principe non mantenne la promessa. Da allora il luogo è considerato quantomeno misterioso.

Continuando l'itinerario dei luoghi misteriosi si può andare anche a Lecce dove, presso la chiesa di San Francesco di Paola, è scolpito un diavolo che urla in ricordo di un'antica presenza demoniaca che insidiava le pie donne della zona.

Da Lecce ad Oria per visitare il castello animato da fantasmi, streghe ed una nebbia misteriosa. Oria fuma e Francavilla guarda. Una foschia si addensa spesso sul castello di Oria e sulla città.

Durante la seconda guerra mondiale i piloti americani non riuscirono a bombardarla proprio a causa di questa densa cortina fumogena. Il fenomeno è legato ad un antichissimo incantesimo tramandatoci dallo storico Stradone. I cretesi decisero di fondare la città di Hyrie (l'attuale Oria) dotandola anche di una poderosa cinta muraria. Ma le mura, appena terminate, crollavano immediatamente.

Il re, chiese consiglio ai suoi sacerdoti i quali, dopo aver consultato gli oracoli, spiegarono che bisognava cementare le fondamenta delle mura con il sangue di una vergine. Tutti gli abitanti di Oria nascosero i loro figli cercando di salvarli dalla morte. Purtroppo una madre, vedova e molto povera, secondo alcuni conoscitrice delle arti magiche, fu costretta a lasciare la sua giovane figlia da sola per potersi recare nel bosco in cerca di legna da ardere. Così la bimba, stanca di starsene chiusa in casa, aprì la porta e si mise a giocare in strada. Fu catturata dai soldati e con il suo sangue fu impastata la malta da porre sotto la prima pietra delle mura.

La madre al suo ritorno scoprì la disgrazia che era capitata alla figlia ed impazzì dal dolore. Fu allora che lanciò un anatema: "possa tu Oria fumare nei secoli come arde e brucia oggi il mio cuore". Da allora, appunto, Oria fuma e Francavilla guarda.

Ma anche spostandosi verso Taranto i misteri non mancano. Ad esempio a Monteparano, in una villa fin de siécle dall'architettura liberty, pullulano fantasmi e apparizioni. Addirittura, nella camera da letto, periodicamente si manifestano i segnali di un antico funerale: si accendono quattro candele ai quattro lati del letto e sulle sedie si materializzano tanti cappelli neri.

Per finire si può andare a Trani. Nel castello, infatti, si può incontrare Armida. È una dama dai capelli scuri e dagli occhi azzurri che, innamoratasi di un cavaliere, venne scoperta dal marito. Quest'ultimo pugnalò l'amante e la rinchiuse in una cella dove morì. È da allora che il suo spettro vaga per il castello, però è molto socievole. Pare che si faccia avvicinare e, addirittura, sfiorare. Per chi vuol provare questo brivido è un appuntamento da non perdere.
di Elio Paiano


Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Agosto 2010 15:45