Così viveva il "Dominus" del Salento PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 21 Novembre 2011 00:22


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Archeologia delle meraviglie a Soleto

nuovo eccezionale ritrovamento

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Villa romana del 150 a.C. su fondamenta messapiche  a Soleto

 

 

( L'antico pavimento a mosaico che abbelliva la villa gentilizia di epoca romana (150 a.C.) - Foto il Quotidiano )


 


 

 

di Nicola De Paulis


Nella prima metà del secondo secolo avanti Cristo, alcuni anni dopo la seconda guerra punica che aveva visto le città salentine, passare dalla parte di Annibale, a Soleto nel fondo chiamato "Paparusso", compreso fra zona Fontanelle e l'antica cinta muraria esterna, era presente una villa rustica romana di epoca repubblicana, databile intorno al 150 a.C.

I resti della villa sono stati portati alla luce completamente solo quest'anno, durante gli scavi condotti nel mese di agosto dalla missione archeologica dell'Università "Paul Valéry" di Montpellier (Francia), diretta dal professor Thierry Van Compernolle, coadiuvato da due giovani ricercatrici francesi, Sophie Lacan e Clementine Au-douit, e da esperti operai come Luigi Resta e Pantaleo Piscopo di Soleto.

La struttura, intorno a cui da alcuni anni lavorava l'èquipe di archeologi, si distingue dalle precedenti abitazioni messapiche presenti nella zona, databili intorno al 330 a.C. in quanto qui viene fatto uso della malta di calce, tecnica sconosciuta ai Messapi.

La costruzione è centrata intorno ad un vano principale dotato di un pavimento a mosaico, fatto con tegole segate, legate con malta di calce.

«A fianco al vano principale spiega Van Compernolle - questo "dominus" romano si è fatto scavare un cisterna di sette, otto metri cubi, che abbiamo anche individuato quest'anno, dotata da una scalinata a quattro gradini che servivano per scendere per attingere l'acqua e per pulire la cisterna, visto che sul fondo della c'è la famosa conca, come si usava fino a poche anni fa ancora nel Salento. La cisterna è dotata di un rivestimento in cemento di malta di calce, molto aderente alla struttura in quanto le pareti sono state picchettate prime di essere rivestite».

 

 

(Il sito archeologico, fondo "Paparusso", luogo dell'importante ritrovamento - Foto il Quotidiano)

 

«Pare che la vita economica della villa fosse legata alla produzione di orzo -prosegue Van Compernolle - perché accanto all'abitazione c'è un'aia e alcuni an-

ni fa avevamo individuato una fornace per la tostatura dell'orzo che è risultata contemporanea all'edificio».

A giudicare dalle deduzioni degli studiosi questa costruzione risultò in qualche modo "poco funzionale" e infatti risulta abbandonata nella prima età imperiale. La cisterna fu riempita e oggi nel riempimento sono stati trovati dei frammenti del mosaico E probabile che la cisterna non fosse sufficiente per i bisogni dell'abitazione. Nello stesso periodo gli abitanti della
villa si erano trasferiti più a ovest e sfruttando le fondamenta di una precedente casa messapica dove venne costruita un'altra fattoria dotata, questa volta, di una cisterna immensa lunga sicuramente più di sei metri e larga circa quattro metri e profonda tre. In questa fase oltre alla produzione di orzo veniva effettuato anche l'allevamento del bestiame. Un grande focolare, inoltre, era presente nel cortile.

Ma perché una villa romana dove prima c'erano delle case messapiche?

«Qui - spiega il professore - sono state costruite dai messapi delle case lungo una strada che segue l'andamento delle mura. Poi abbiamo anche trovato l'incrocio con la via che porta a Rudiae, con i resti di un bastione e una torre possente. Questa zona fu abitata all'incirca dal 320 a.c.; dopo la seconda guerra punica però nelle quali i messapi scelsero di stare dalla parte di Annibale, l'insediamento di Soleto venne raso al suolo. È verosimile che i maschi in età di combattere siano stati trucidati, fatti schiavi o dispersi. Quindi poche decine di anni dopo, prima del 150 a.c. arrivarono i nuovi coloni romani che costruirono la villa rustica di cui oggi abbiamo portato alla luce i resti». Resti che vanno ad aggiungersi al grande puzzle della storia messapica e romana del Salento.

 

Fonte: Il Quotidiano

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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Novembre 2011 01:10