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Accanto al parco, il cemento cancella la storia PDF Stampa E-mail
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Martedì 24 Gennaio 2012 14:08

 


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Soleto - Ingresso Parco Archeologico Messapico

 

(Soleto - Ingresso Parco Archeologico Messapico)

 

 


 


di Laura Leuzzi



IL REPORTAGE. Soleto. Strade e case hanno rosicchiato l'antica città. Intanto l'area archeologica resta chiusa al pubblico

SOLETO – Al centro il parco archeologico. Tutto intorno, le strade che hanno tagliato la memoria messapica, e poi romana, dell'antica città, e le case dei privati che sono sorte sui terreni che il Comune ha messo in vendita. Accanto al parco. Accanto ai preziosi ritrovamenti che continuano ad affiorare dal sottosuolo e che ricordano che il passato non è morto. Tutt'altro.
La storia di Soleto è la storia di un'occasione persa. L'occasione per valorizzare il territorio, per renderlo motivo di attrazione da parte di turisti, studiosi, appassionati. Invece è stato più semplice far cassa, vendendo i terreni ed autorizzando le costruzioni, piuttosto che apporre vincoli ed impedire interventi che potessero mettere in pericolo le testimonianze di ieri.
Proprio al "caso Soleto" ha fatto riferimento Francesco D'Andria, direttore della scuola superiore Isufi, indicandolo come esempio di mancata tutela del patrimonio archeologico, quando ha ribadito, nelle scorse settimane, la necessità che tutti gli Enti del territorio si muovano insieme per chiedere il vincolo archeologico nella zona di Vaste, dove il Comune ha messo in vendita i terreni accanto al parco archeologico ma si è ancora in tempo per fermare l'avanzamento del cemento.

A Soleto l'antica città messapica coincide l'attuale perimetro del Comune. Costruire sulla storia è praticamente inevitabile. Nonostante ciò sia noto da tempo – da circa 25 anni hanno preso il via le campagne di scavo – non esiste alcun tipo di regolamentazione all'attività edificatoria o vincolo per il territorio.

Basta fare un giro nelle vicinanze del parco, in zona Fontanelle, per rendersi conto del disinteresse che viene riservato alla salvaguardia ed alla valorizzazione del patrimonio storico.

 

Trespolo di osservazione del sito archeologico

 

(Trespolo di osservazione del sito archeologico)

 

Il "Parco archeologico messapico" è nato nel 2009 ma non è stato mai aperto al pubblico. Dovrebbe infatti comprendere le antiche mura interne della Soleto messapica, ma queste ricadono in una particella di terreno privata, che il Comune dovrebbe acquistare. In attesa che ciò avvenga, l'area rimane inaccessibile. Si può ammirare da fuori, attraverso la recinzione in metallo. Ci sono passamano in legno, ormai rovinati, che quindi andrebbero sostituiti; erbacce cresciute in maniera incontrollata dappertutto; e plance che avrebbero dovuto contenere i cartelli informativi, rimaste vuote.

 

Il sito archeologico

 

Eppure si tratta di una zona di grande pregio perché vi ricadono abitazioni messapiche (IV secolo a. C.) adiacenti alle mura; tombe collettive, come da usanza messapica, nelle quali sono stati trovati più di dieci defunti. Un tempo, vi era anche la porta della città messapica, poi distrutta, ancora prima che venisse intrapreso l'iter di istituzione del parco; un paio di capanne arcaiche (VIII-VII secolo a. C.).

 

 

Tra l'antico monastero della Madonna delle Grazie ed un orto periurbano è stata realizzata una strada che ha distrutto tutto ciò che c'era sul suo percorso. Della recinzione dell'antico orto resta solo una parte di portale.

Collegato al portale dell'orto, vi era un colonnato a pergola e colonne tipiche di ingresso con due edicole votive poste sulle colonne, oramai devastato. Oggi le colonne rimaste ricadono in un terreno privato. I lavori in corso (si vedono le pale meccaniche) potrebbero distruggerle per sempre.

 

 

 

A due passi dalla recinzione del parco, sempre in zona Fontanelle, è stato ritrovato di recente un quartiere messapico che verrà probabilmente nuovamente coperto per non esporre i reperti alle intemperie. Poi chissà, forse se ne perderà memoria.

 

 

 

Forse non è un caso se Italia Nostra ha, lo scorso anno, ha "insignito" l'attuale sindaco e di riflesso il Comune di Soleto del premio "Attila".

 

Fonte: Il Tacco d'Italia 23/01/2011


Approfondimenti:
Terreni in vendita accanto al parco. I ‘Guerrieri' sono inermi


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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Gennaio 2012 14:37
 
Santa Caterina d'Alessandria non è mai esistita! PDF Stampa E-mail
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Sabato 26 Novembre 2011 13:50

 


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( S. Caterina e Ipazia )

 


 

Santa Caterina d'Alessandria e Ipazia unite da un comune destino di vita e atroce martirio. Ipazia figura storica perseguitata e torturata per le sue idee e conoscenze, santa Caterina, pure, solo che la figura di santa Caterina celebrata dalla Chiesa, creduta, e fatta credere ai fedeli, quale figura reale e storicizzata è soltanto un'icona, emblematica, frutto di una mitizzazione acculturatrice ad opera della Chiesa, che di certo non pregiudica il valore spiriturale, ma pone l'obbligo e spunto di serie e importanti riflessioni in merito.

 

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Di Fra' Ettore Marangi

 

I preti, i vescovi e i frati, che con tanto entusiasmo parlano di lei durante le omelie invocandone l’intercessione, lo sanno benissimo. Per questo sono portatori di una doppia  verità: se alla gente umile che va a pregare nel santuario si racconta dei miracoli della Santa, alla gente colta che va a visitare il museo si spiega come è nata la sua leggenda. MA CHE CORAGGIO! Così non tradiamo proprio coloro che amiamo e ci amano di più?

 

Se qualcuno poi si permette di dire come stanno attualmente le cose, lo si accusa di mancare di rispetto alla ‘fede dei semplici’ e di ‘scandalizzare i più piccoli’. Ma perché non chiediamo loro cosa ne pensano? Saranno essi stessi a dirci se è mancanza di rispetto dir loro la verità o nasconderla. Chi è che non li rispetta veramente? Chi li considera dei sempliciotti incapaci di capire o chi li considera dotati di cervello come tutti gli 'atei' studiosi?

 

Il problema non è forse la mancanza di fede di coloro che guidano il popolo di Dio? Mi spiego: chi crede veramente in Dio? Colui che cerca la verità perché sa che alla fine proprio mediante la verità verrà glorificato  Dio o colui che la nasconde perché teme che la verità possa generare la miscredenza? Ma Crediamo davvero che lo splendore della verità della fede in Dio possa fondarsi sul vuoto?

 

Se spieghiamo alla gente che la nascita delle leggende non ha niente di ingannevole, ma che è, come il racconto, uno strumento antico dell’umanità di tutte le latitudini, usato per trasmettere i valori in cui si crede, la gente capirà! Continuerà ad urlarci dietro solo qualche fondamentalista (suo malgrado) pescato all’interno di qualche circolo UAAR (Unione-Atei-Agnostici-Razionalisti).

Se è vero che di Santa Caterina d’Alessandria non si sa niente, è anche vero che di una certa Ipazia di Alessandria, quasi a lei contemporanea, si sa tutto; in questo caso però le notizie circa la sua vita sono storicamente certe e ci sono raccontate da Teone, il padre, da Filostorgio, Suda, Socrate Scolastico, Damascio e Pallada.

Ipazia era un’eminente filosofa neoplatonica ed una astronoma; come Caterina, esercitava un grande fascino per la sua sapienza; come Caterina perciò si attirò l’inimicizia degli intellettuali ‘maschi’ contemporanei (Caterina secondo la leggenda si attirò l’inimicizia dei filosofi pagani, Ipazia invece quella dei monaci cristiani); come a Caterina anche a lei venne chiesto di abiurare alle proprie convinzioni; come Caterina anche lei si rifiutò tenacemente; e per questo infine, come Caterina, anche Ipazia fu denudata, atrocemente torturata e fatta a pezzi (in una Chiesa!).

A questo punto non è difficile accorgersi come tra la vita di Caternia e quella di Ipazia ci sia un parallelismo fortissimo, e come non sarebbe fuori luogo ipotizzare che per Ipazia sia avvenuto quanto, secoli successivi, sarebbe avvenuto alle divinità dei negri trasportati come schiavi in America, i quali cominciarono a venerare negli eroi cristiani quasi una reincarnazione dei propri eroi africani (cf. il fenomeno della Santeria).

In tal caso la venerazione per Santa Caterina sarebbe stata una trovata della ‘povera gente’ per continuare a venerare senza pericolo la propria eroina, la propria santa, fatta fuori dai poteri forti dell’epoca. A suffragare questa tesi ci sarebbero alcuni affreschi che raffigurano Ipazia nella cappella medievale di Purgg, in Austria, consacrata proprio a Santa Caterina.

Se le cose sono andate veramente così, questa vicenda sicuramente disonora quei cristiani che in nome del loro Dio si posero e continuano a porsi dalla parte degli intolleranti e dei fondamentalisti, ma certamente non offusca la fede autentica della Chiesa basata sulla testimonianza del Nuovo Testamento in cui la Maddalena – poi purtroppo identificata con l’adultera del vangelo di Giovanni, da papa Gregorio Magno –  in un mondo maschilista e patriarca le è scelta come l’“Apostola degli Apostoli”.

Da questo punto di vista la festa di Santa Caterina di Alessandria potrebbe rappresentare un’occasione unica per evidenziare come lo Spirito non indietreggia di fronte all’offensiva dei detentori del sapere ufficiale, ma continua la sua lotta nei cuori della povera gente, scorrendo per tutta la storia dell’umanità, e facendo germogliare, in particolare, nella tradizione giudaico-cristiana donne come: Maria di Nazaret che ‘compone’ una canzone rivoluzionaria (“Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote”); Chiara d’Assisi che strappa al potere clericale il diritto di avere una regola; Annalena Tonelli che, per seguire Cristo (e senza mai parlare di apertamente di lui!), spende la vita come medico in Africa ed, a causa delle sue denuncie nei confronti dell’esercito keniano ed islamico somalo, finisce per essere ammazzata.

Buona Festa di Santa Caterina allora per il prossimo 25 novembre, giorno in cui ‘per pura coincidenza’ si celebra la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

 

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Ultimo aggiornamento Sabato 26 Novembre 2011 14:54
 
Così viveva il "Dominus" del Salento PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 21 Novembre 2011 00:22


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Archeologia delle meraviglie a Soleto

nuovo eccezionale ritrovamento

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Villa romana del 150 a.C. su fondamenta messapiche  a Soleto

 

 

( L'antico pavimento a mosaico che abbelliva la villa gentilizia di epoca romana (150 a.C.) - Foto il Quotidiano )


 


 

 

di Nicola De Paulis


Nella prima metà del secondo secolo avanti Cristo, alcuni anni dopo la seconda guerra punica che aveva visto le città salentine, passare dalla parte di Annibale, a Soleto nel fondo chiamato "Paparusso", compreso fra zona Fontanelle e l'antica cinta muraria esterna, era presente una villa rustica romana di epoca repubblicana, databile intorno al 150 a.C.

I resti della villa sono stati portati alla luce completamente solo quest'anno, durante gli scavi condotti nel mese di agosto dalla missione archeologica dell'Università "Paul Valéry" di Montpellier (Francia), diretta dal professor Thierry Van Compernolle, coadiuvato da due giovani ricercatrici francesi, Sophie Lacan e Clementine Au-douit, e da esperti operai come Luigi Resta e Pantaleo Piscopo di Soleto.

La struttura, intorno a cui da alcuni anni lavorava l'èquipe di archeologi, si distingue dalle precedenti abitazioni messapiche presenti nella zona, databili intorno al 330 a.C. in quanto qui viene fatto uso della malta di calce, tecnica sconosciuta ai Messapi.

La costruzione è centrata intorno ad un vano principale dotato di un pavimento a mosaico, fatto con tegole segate, legate con malta di calce.

«A fianco al vano principale spiega Van Compernolle - questo "dominus" romano si è fatto scavare un cisterna di sette, otto metri cubi, che abbiamo anche individuato quest'anno, dotata da una scalinata a quattro gradini che servivano per scendere per attingere l'acqua e per pulire la cisterna, visto che sul fondo della c'è la famosa conca, come si usava fino a poche anni fa ancora nel Salento. La cisterna è dotata di un rivestimento in cemento di malta di calce, molto aderente alla struttura in quanto le pareti sono state picchettate prime di essere rivestite».

 

 

(Il sito archeologico, fondo "Paparusso", luogo dell'importante ritrovamento - Foto il Quotidiano)

 

«Pare che la vita economica della villa fosse legata alla produzione di orzo -prosegue Van Compernolle - perché accanto all'abitazione c'è un'aia e alcuni an-

ni fa avevamo individuato una fornace per la tostatura dell'orzo che è risultata contemporanea all'edificio».

A giudicare dalle deduzioni degli studiosi questa costruzione risultò in qualche modo "poco funzionale" e infatti risulta abbandonata nella prima età imperiale. La cisterna fu riempita e oggi nel riempimento sono stati trovati dei frammenti del mosaico E probabile che la cisterna non fosse sufficiente per i bisogni dell'abitazione. Nello stesso periodo gli abitanti della
villa si erano trasferiti più a ovest e sfruttando le fondamenta di una precedente casa messapica dove venne costruita un'altra fattoria dotata, questa volta, di una cisterna immensa lunga sicuramente più di sei metri e larga circa quattro metri e profonda tre. In questa fase oltre alla produzione di orzo veniva effettuato anche l'allevamento del bestiame. Un grande focolare, inoltre, era presente nel cortile.

Ma perché una villa romana dove prima c'erano delle case messapiche?

«Qui - spiega il professore - sono state costruite dai messapi delle case lungo una strada che segue l'andamento delle mura. Poi abbiamo anche trovato l'incrocio con la via che porta a Rudiae, con i resti di un bastione e una torre possente. Questa zona fu abitata all'incirca dal 320 a.c.; dopo la seconda guerra punica però nelle quali i messapi scelsero di stare dalla parte di Annibale, l'insediamento di Soleto venne raso al suolo. È verosimile che i maschi in età di combattere siano stati trucidati, fatti schiavi o dispersi. Quindi poche decine di anni dopo, prima del 150 a.c. arrivarono i nuovi coloni romani che costruirono la villa rustica di cui oggi abbiamo portato alla luce i resti». Resti che vanno ad aggiungersi al grande puzzle della storia messapica e romana del Salento.

 

Fonte: Il Quotidiano


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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Novembre 2011 01:10
 
Alla Scoperta di Soleto PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 20 Aprile 2010 00:00

 


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Ultimo aggiornamento Sabato 22 Maggio 2010 15:04