Campagna di sensibilizzazione ambientale - Nuova Messapia 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 11 Aprile 2010 00:00

TERZO VOLANTINO - DIFFUSO IL 11-04-2010

 

VITTORIA !!! E’ la parola d’ordine che in questi ultimi giorni si è vista circolare in maniera insistente nelle pagine dei siti web e dei portali delle decine di associazioni e comitati  (a cui anche Nuova Messapia ha dato un notevole contributi) nate negli ultimi anni in tutto il Salento per combattere il MOSTRO che stava “divorando” in maniera insaziabile la NOSTRA bella terra.

Negli scorsi giorni, infatti, come una bomba atomica è apparsa la notizia che la Corte Costituzionale il 26 marzo aveva dichiarato incostituzionale la Legge Regionale della Puglia n° 31/08 in materia di energie rinnovabili. Proprio quella che, inneggiando ad un fantomatico progresso (forse sarebbe meglio dire “regresso”) della regione grazie alla realizzazione di un utopistico sviluppo legato alle energie alternative, stava, di fatto, portando all’impiego di centinaia di ettari di terreno agricolo per la creazione di “parchi” fotovoltaici, eolici e Centrali a Biomasse e alla conseguente completa distruzione del territorio rurale.

Di seguito riportiamo uno stralcio del comunicato stampa realizzato dall’associazione Italia Nostra Sud Salento che negli ultimi tempi ha svolto un importante ruolo nel movimento ambientalista salentino.

 

 

 

 

 

 

Effetti della sentenza di incostituzionalità della L.R. Puglia 31/08 sugli impianti di biomassa, eolico e

fotovoltaico in progetto, in costruzione o già completati in Puglia.


L'Avvocato di Italia Nostra, Donato Saracino,
precisa che «l'illeggittimità, sancita dalla Corte Costituzionale, comporta l'obbligo di interruzione dei lavori in tutti quegli impianti che non hanno avuto corpo, ovvero ancora in costruzione, dove i lavori sono già iniziati o che non sono stati completati, indipendentemente dalla perfezione dell'iter burocratico autorizzativo». Non solo, gli impianti di energia elettrica anche già realizzati, con semplice DIA, e completati con l'allaccio alla rete elettrica nazionale, e di potenze superiori a quelle stabilite per la DIA dalla legge statale, (che la Regione, con la L. 31 /08, aveva tentato di aggirare), esercitando un’azione continua sul territorio di inquinamento elettromagnetico, acustico, visivo, chimico (vedi uso dei diserbanti e solventi per gli impianti fotovoltaici al suolo, o l'immissione dei fumi in atmosfera per le biomasse), avendo dunque un impatto ambientale che la semplice DIA non ha permesso di studiare e ponderare in dettaglio, e questo incostituzionalmente, dovranno tutti essere fermati, e studiati caso per caso. «I sindaci, massime autorità sanitarie locali, i dirigenti degli uffici tecnici comunali, hanno il dovere di intervenire emettendo urgentemente, ad horas, ordinanze di sospensione di tutte le attività di cantiere volte al prosieguo dei lavori per la realizzazione di questi impianti, anche se già autorizzati, – ha detto Marcello Seclì, presidente zonale di Italia Nostra - nonché stracciare tutte le DIA presentate sempre per impianti di potenze maggiori a quelle soglie della legge nazionale, e che non hanno avuto ancora corso, o che sono in via di approvazione definitiva o perfezionamento. Ma anche per gli impianti già realizzati di fatto, (grazie alla norma illegittima), questi dovranno essere fermati e sottoposti a valutazione attentissima, per analizzare, caso per caso se devono essere ridimensionati, smantellati con bonifica del sito e ripristino dello stato dei luoghi, per poi avviare, eventualmente, nuovi iter autorizzativi finalmente rispettosi della legalità e della Costituzione Italiana!». Nelle campagne della Puglia si lavora notte e giorno, in queste ore, per danneggiare quanto più possibile i siti dove si è iniziato a realizzare questi impianti con DIA di potenze fino a 1MW e comunque superiori a quelle previste per la DIA dalla legge nazionale, proprio al fine di aumentare il danno ed il senso di completamento dell'impianto, sperando di non incorrere nel doveroso ritiro dell'autorizzazione, di fatto sancito dalla provvidenziale sentenza pronunciata dalla Corte Costituzionale in questi giorni. All'azione di opposizione ferma dura e costante svolta dalla nostra Associazione con il contributo e la solidarietà di migliaia di persone, comuni cittadini, politici di ogni colore, professionisti di ogni campo, numerosissime associazioni, comitati, sorti a decine ovunque nell’emergenza, e movimenti, e soprattutto tantissimi validi giovani, animati da un amore vero ed incondizionato per il territorio e le sue genti, e che sono stati la più bella scoperta di questi mesi, deve ora seguire una fase di urgente azione di "reconquista" del Salento; da qui l'appello ad una mobilitazione generale per fare il massimo delle pressioni sulle autorità cittadine dei vari comuni salentini e pugliesi, sulle province, sulle forze dell'ordine e di vigilanza del territorio (Polizia Provinciale, Carabinieri, Forestale, Finanza, ecc.), e sulla magistratura amministrativa e non solo, per  l'immediato rispetto della dichiarazione di incostituzionalità, perché siano stracciate tutte le migliaia di DIA presentate per impianti da biomassa, eolico e fotovoltaico fino a 1MW e superiori ai limiti ben più ristretti, stabiliti della legge nazionale, e affinché siano bloccati tutti i cantieri che con DIA sono stati inaugurati nel Salento in questi giorni e mesi a sfregio del territorio e della legalità. Non vi è in gioco solo il futuro della Puglia, il suo paesaggio e la cultura ed identità, ma si solleva anche una questione di moralità e legalità che ha visto la politica locale creare una sorta di deregulation incostituzionale, che veniva celata dietro un “marketing terroristico”, che faceva leva sulla paura per l’ "effetto serra" (lo spauracchio del “global warming”) e il ricorso strumentale al "Protocollo internazionale di Kyoto", nonché a forme pubblicitarie calcistiche volte ad innalzare al grado massimo i successi della Puglia nel campo delle rinnovabili per salvare il pianeta, mentre in realtà, paradossalmente, si uccideva il territorio, desertificato artificialmente su migliaia e migliaia di ettari di campi verdi e pascoli, al fotovoltaico, e questo nell'anno 2010, anno internazionale dedicato alla biodiversità; quella biodiversità cancellata nei campi pugliesi piegati, assassinati per la produzione industriale dell'energia del sole. Così si stava permettendo la nascita di circa cinquanta centrali a biomasse da 1MW, nel solo Salento, centrali che mai si sarebbe potuto alimentare con biomassa locale (filiera corta, come prescritto e sbandierato strumentalmente), a meno di incenerire nei primi mesi tutti gli alberi d'ulivo e non, della Regione. Centrali allora che sarebbero divenute inceneritori di rifiuti e che avrebbero comportato il disboscamento di ampie estensioni di foresta tropicale per la produzione delle biomasse industriali e forse anche il disboscamento delle foreste del nostro Appennino e i boschi del sud Italia, come qualche pazzo mercenario della falsa informazione invitava a fare recentemente, anche su programmi della tv nazionale! Il tutto poi nella beffa di una Puglia che già produce da fonti fossile quantitativi di energia ben superiori al suo fabbisogno, e dove le industrie che utilizzano fonti fossili inquinando, anziché ridurre l’uso delle loro fonti tradizionali fossili (carbon fossile, petrolio, gas fossile), lo hanno incrementato, paradossalmente, e questo consentito loro burocraticamente grazie all’acquisto dei cosiddetti “Certificati Verdi”, venduti loro dalle industrie delle fonti rinnovabili, che li acquisiscono, con le autorizzazioni ad operare nella produzione di “energie, cosiddette, pulite”, lucrando pure sulla vendita di questi certificati! Oltre l’inganno la beffa, per i cittadini, che a fronte dell’impatto da centrali d’energia rinnovabile su paesaggio e salute, assistono attoniti alla costruzione di altre centrali a fonti fossili, pure! Così l’inquinante centrale di Cerano a Brindisi non ha ridoto di un grammo il carbone fossile bruciato giornalmente, e così per i prossimi anni, come dimostra l’investimento per la costruzione di un molo per l’attracco delle navi carbonifere, direttamente nella rada antistante la centrale a Cerano. A Modugno (Bari) è stata recentemente inaugurata una grande nuova centrale termoelettrica a gas fossile, e a Brindisi si costruisce un rigassificatore che alimenterà presto una ulteriore centrale nel brindisino, questa volta di gas,

oggi in progetto!

Potere della neo agguerrita lobby delle rinnovabili, il "clan delle rinnovabili": una legge, la 31/08, che mostra quanto la politica possa allontanarsi dal territorio e dalla gente, che si sta sollevando contro la mala politica delle rinnovabili industriali, che offende la bella filosofia delle rinnovabili stesse, che le vuole legate all'autoproduzione domestica a basso impatto con piccoli impianti. Divenuta succube, schiava ed amica, ma soprattutto collusa e complice di lobby di potere, la politica regionale ha consentito una corsa speculativa di un clan di imprenditori per l'approvvigionamento degli incentivi pubblici, ovvero di soldi dei cittadini, "una corsa all'oro" come l'ha definita il Tar Bari, con, nei fatti, danni all'erario impressionanti; una vera e propria frode scientifica di proporzioni inaudite, ben superiore a quella di qualsiasi scandalo che mai si sia verificato nel SUD Italia, e che ha portato ad un effetto di colonizzazione e svendita del territorio, con l’arrivo di grandi aziende e l’investimento di gruppi bancari da ogni parte d’Europa, interessati ad investire nel rinnovabile per intascare i lauti incentivi, senza i quali nessuno investirebbe in tecnologie energetiche di scarsa efficienza, quali quelle legate alle fonti rinnovabili; ed il tutto poi senza nessuna vera ricaduta per il territorio, ferito e abbattuto nella sua identità ed nella sua oggi florida economia turistica; offeso dalla logica delle royalty-denaro o altri benefit con cui le aziende concordano con le amministrazioni locali di ripagare il danno causato a beni di valore inestimabili, quali la salute fisica delle persone, la qualità della loro vita e la bellezza del paesaggio oltraggiato; nessuna ricaduta per la gente del posto, eccezion fatta che per pochi corrotti; neppure alcuna seria ricaduta occupazionale a regime, (trattandosi di impianti ad alta automatizzazione), tranne per quei numeri falsi e artefatti lanciati sui media dal clan delle rinnovabili!  Ma

ora Basta!

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Maggio 2010 15:04