Campagna di sensibilizzazione ambientale - Nuova Messapia 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 31 Gennaio 2010 00:00

PRIMO VOLANTINO - DIFFUSO IL 31-01-2010

Premessa
Il 15 ottobre 2009 la Giunta pugliese ha diffuso mediante Bollettino Ufficiale della Regione n° 162, il “Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR)” (strumento operativo per la salvaguardia, tutela e valorizzazione del territorio) con l’occasione l’associazione Nuova Messapia ha deciso di realizzare una campagna d’informazione mediante l’approfondimento di talune tematiche, prese in oggetto nello stesso piano.
In particolare:

-Fotovoltaico ed eolico;
-Inquinamento atmosferico;
-Rifiuti;
-Risparmio energetico;
-Tutela delle tipicità territoriali e rurali.



Fotovoltaico ed eolico

-Il territorio salentino è interessato da un preoccupante fenomeno di diffusione incontrollata di impianti eolici e fotovoltaici di grande taglia, (fino ad un’altezza di 180 m. A titolo di esempio ricordiamo che la Guglia di Soleto è alta 40 m) con potenze complessive da installare di gran lunga maggiori rispetto alle reali necessità e vocazioni del territorio.

Di fatti, la Puglia produce già oggi, più del 90 % del suo fabbisogno di energia elettrica, principalmente grazie alle fonti energetiche tradizionali (Carbone, petrolio ecc.). Tutto questo surplus viene immesso nella rete elettrica nazionale senza che la nostra regione venga in qualche modo gratificata. Anzi…

Negli ultimi anni, l’utilizzo di fonti energetiche alternative ci è stato propinato come la panacea definitiva di tutti i mali. Ci avevano infatti detto che grazie a tali fonti si avrebbe avuto una drastica riduzione del ricorso alle fonti tradizionali. In realtà, nonostante le proteste, le raccolte firme, le decine di articoli realizzati sui quotidiani da parte del movimento ambientalista salentino e le conseguenti promesse dell’ENEL,  la centrale a carbone di Cerano è stata nuovamente potenziata nel 2009. Questo già denota le effettive intenzioni del gestore energetico nazionale.

Ciò ha portato il nostro territorio salentino, sotto il miraggio di un possibile nuovo El Dorado e grazie a leggi dalle “maglie larghe”, a trasformarsi nella colonia energetica nazionale a vantaggio di un ristretto gruppo di multinazionali interessate esclusivamente all’acquisizione dei Certificati Verdi, rilasciati dallo Stato e profumatamente pagati dalle industrie altamente inquinanti. Tale rilascio avviene a prescindere dall’effettiva produttività degli impianti. (Per far capire. Anche se, ad esempio, le pale eoliche vengono realizzate in zone a scarsa ventilazione e, di conseguenza, sono sempre ferme, i Certificati Verdi vengono ugualmente riconosciuti alle ditte proprietarie degli impianti).

A ciò và aggiunto che spesso le amministrazioni locali hanno rilasciato autorizzazioni a società con capitali sociali risibili rispetto all’investimento previsto, il cui scopo principale, in realtà, non è quello di realizzare gli impianti, ma di vendere a terzi le autorizzazioni acquisite; si è instaurato così un vero e proprio mercato parallelo, frequentato da faccendieri e imprese improvvisate, talvolta collegate con amministratori locali, per cui sfugge ad ogni controllo la destinazione finale delle autorizzazioni, cui le cronache rivelano non essere estraneo, nemmeno, il mondo della criminalità organizzata.(vedi situazione denunciata in Sicilia).

Tale fenomeno sta determinando enormi danni ambientali e paesaggistici, quali una pesante cementificazione di terreni agricoli, l’estirpazione di colture pregiate, una massiccia desertificazione del suolo a seguito dell’installazione di pannelli fotovoltaici e conseguente trattamento dei terreni con diserbanti, lo stravolgimento di pregevoli aree rurali ricche di importanti valenze paesaggistiche, architettoniche, archeologiche e storico-culturali (chilometri di muretti a secco stanno sparendo sostituiti da terribili muri in cemento).

Considerando che la nostra regione, negli ultimi anni, è divenuta punto di riferimento turistico a livello nazionale e internazionale grazie, oltre agli eccezionali monumenti, soprattutto, alla bellezza e alle peculiarità del suo territorio rurale, a causa di tali aggressioni si rischia di vedere definitivamente disattesi tutti gli sforzi realizzati da amministratori e operatori del settore, provocando un danno rilevante alla già traballante economia locale.

 

Progetti presentati per mega parchi eolici alle amministrazioni locali.

Non si conosce il numero preciso di pale eoliche progettate in Provincia di Lecce, ma si sa che, in linea di massima, ogni Comune ha ricevuto almeno una richiesta di installazione di torri. Facciamo presente che in Provincia di Lecce ci sono ben 97 Comuni e ognuno di questi (tranne qualche rara eccezione) si è reso disponibile ad accettare tali richieste. Naturalmente se questa “pazzia” vedrà buon fine si può immaginare quale sarà il panorama delle nostre campagne tra qualche anno.(L’altezza delle torri eoliche di grossa taglia va dai 100 ai 180 m. Ricordiamo che l’unico parco realizzato ad oggi in zona è quello di Carpignano S.no, costituito da 7 pale visibili a decine di chilometri di distanza).

Qualsiasi persona di buon senso può facilmente comprendere l’assurdità di una politica del genere. Ma gli amministratori locali sembrano essere totalmente sordi anche alla minima richiesta di chiarimenti in merito.

Purtroppo se le istanze di questi “imprenditori” saranno accolte il Salento come lo conosciamo non esisterà più e l’intero territorio sarà completamente ricoperto da parchi eolici.

 

Progetti presentati per mega parchi fotovoltaici alle amministrazioni locali.

Nemmeno per il fotovoltaico è noto il numero di ettari occupato. Ma vale, in linea di massima, lo stesso discorso fatto per l’eolico.

Il paradosso di questi impianti è che, nonostante siano da considerare a tutti gli effetti paragonabili a opifici, invece di essere realizzati nelle zone industriali, vengono costruiti in zona agricola tra uliveti e vigneti, distruggendo, di fatto, la tipicità dell’ambiente rurale.

 

Possibili Interventi

-Le amministrazioni locali mediante apposito regolamento dovrebbero opporsi a progetti non realizzati in zone industriali;

-Ogni Comune dovrebbe dotarsi di un dettagliato piano energetico al fine di quantificare i reali consumi delle utenze comunali, industriali e civili. Ciò risulta essere premessa indispensabile per indirizzarsi verso una razionale riduzione degli sprechi energetici e la conseguente adozione delle fonti energetiche rinnovabili dimensionandole alle reali esigenze energetiche scaturite dal suddetto piano;

-La corrente elettrica è fisiologicamente sottoposta a una dispersione dovuta al trasporto tramite elettrodotti.  E’ di conseguenza più vantaggioso avere le strutture degli impianti di produzione a poca distanza dalle utenze finali. Ciò smentisce il presunto vantaggio di ricavi dall’utilizzo a lunga distanza e apre la strada alla auto produzione. Esattamente il contrario di ciò che avviene adesso in Italia. (L’energia prodotta in Puglia viene regalata alle regioni confinanti. Noi ci teniamo esclusivamente gli effetti collaterali: Neoplasie e distruzione del territorio: CERANO A NOI L’ENERGIA AGLI ALTRI).

-Una volta realizzato il piano energetico comunale, le amministrazioni dovrebbero favorire la realizzazione di impianti fotovoltaici ed eolici domestici a discapito dei parchi in zone rurali. Ciò dovrebbe scoraggiare significativamente il consumo di preziosissimo territorio agricolo e agro-pastorale.

-Le stesse Amministrazioni dovrebbero realizzare impianti fotovoltaici e mini eolici sui tetti degli uffici e delle loro proprietà. (obbligatorio per legge e disatteso da tutte le amministrazioni pubbliche: D.lgs 192/2005).


-Risultati ottenuti negli ultimi anni dal movimento ambientalista salentino e azioni in corso.

Negli ultimi anni il movimento ambientalista salentino, costituito da decine di associazioni, comitati, forum e privati cittadini sparsi in tutti i Comuni salentini, ha ottenuto eccellenti risultati nella lotta alla “distruzione” del nostro territorio, e decine di altri ricorsi sono attualmente all’attenzione del TAR Puglia.

Quindi invitiamo chiunque ha a cuore il proprio territorio ad avvicinarsi al Movimento.

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Maggio 2010 15:05